Sei qui: Home » Notizie » Operato del Corpo di Polizia Locale: le precisazioni del Comandante a seguito degli articoli apparsi sui giornali locali nel mese di maggio
- indietro - livello superiore - stampa questa pagina

Operato del Corpo di Polizia Locale: le precisazioni del Comandante a seguito degli articoli apparsi sui giornali locali nel mese di maggio

Le regole rendono i Cittadini tutti uguali ed è il rispetto delle stesse che rappresenta il confine tra l’arbitrio e la libertà ed esclude posizioni di privilegio.
Ultimamente sulla stampa sono comparsi articoli che riportano dei dati erronei relativi alle sanzioni accertate dal Corpo di Polizia Locale di Oderzo. Infatti la notizia stampa rappresenta: “ Multano il 30% degli Opitergini, vecchi e bambini compresi.” facendo una sommaria divisione tra il numero degli abitanti e il numero delle violazioni.
Per correttezza dei dati, deve precisarsi che delle circa 6000 violazioni al Codice della Strada accertate, attribuibili a Cittadini residenti ad Oderzo sono 1932, mentre le medesime violazioni attribuibili a cittadini residenti nel comprensorio Opitergino sono 1780 e le restanti 3112 sono accertate a carico di cittadini residenti negli altri 410 comuni italiani.
Ciò posto, il dato di cui ci si lamenta non è corretto e se proprio si deve fare una proporzione tra violazione e popolazione (circa 20.000 residenti), questo di fatto corrisponde a meno del 10%.
Per quanto concerne la lamentela in ordine al fatto che nel centro cittadino di Oderzo non esistono sufficienti parcheggi liberi, deve precisarsi che la totalità dei parcheggi è di 2436 posti, di cui 293 a pagamento (pari al 12,03%), 590 a disco orario (pari al 24,22%), 1.476 liberi (pari al 60,59%), 55 a servizio per le persone invalide (pari al 2,26%), 12 per il carico e scarico (pari allo 0,49%) e 10 parcheggi rosa di cortesia (pari a 0,41%). Da questo conto sono stati esclusi quelli della zona dello stadio.
Sempre parlando di dati è bene precisare che 48 sono stati i ricorsi presentati corrispondenti al 0,80% sul totale delle violazioni, di cui: 20 alla Prefettura e 28 al Giudice di Pace.
Coscienti che sicuramente nel nostro lavoro errori sono stati fatti, li facciamo e li faremo, le critiche costruttive poste con finalità di miglioramento del servizio sono auspicabili e devono essere accolte favorevolmente. Al contrario quelle meramente denigratorie, con accuse gratuite sono inaccettabili e devono essere respinte.
A tutto ciò, deve aggiungersi che il Corpo non è impegnato unicamente nell’accertamento delle sanzioni al Codice della Strada, ma ha rilevato 422 sanzioni amministrative di diversa natura (es. per violazioni a norme ambientali e Regolamento di Polizia Urbana), 38 notizie di reato relative a violazioni del Codice Penale e delle Leggi Penali Speciali, 88 attività di polizia giudiziaria delegate dalle Procure della Repubblica o altri organi a cui si è dato corso e 1470 circa sono state attività accertative/informative relative alle variazioni anagrafiche.
Va rappresentato ulteriormente che il Corpo non è dedito “a vessare” i Cittadini, ma svolge attività di:
-    educazione stradale nelle scuole;
-    prevenzione dei reati contro il patrimonio e degli illeciti del Codice della Strada e delle altre norme che prevedono sanzioni amministrative - con la presenza sul territorio anche in ore notturne - e informazione sui corretti comportamenti, ove richiesta, ma anche d’iniziativa.;
-    repressione degli illeciti amministrativi e penali, tra i quali anche quelli del codice della strada che funge inoltre da prevenzione per l’eventuale futura commissione di fatti analoghi.
Duole rilevare che l’esponente giudichi il nostro operato volto a “ … reprimere, punire, vessare, tormentare, terrorizzare la povera gente che può avere il disco orario fuori pochi minuti, che può avere messo l’auto con una ruota che <tocca> le strisce pedonali, oppure che non ha grattato bene il foglietto del parcheggio a pagamento o quant’altro…”, senza che tali affermazioni siano comprovate da fatti oggettivi e circostanze di luogo e di tempo. Questi sono unicamente giudizi e non esposizione dei fatti sui quali sarebbe possibile un’analisi e verifica degli stessi, per l’eventuale correzione dei comportamenti.
Deve aggiungersi che tutti i Cittadini hanno la possibilità di ricevere chiarimenti nei nostri Uffici e se del caso anche da parte dello scrivente, in riferimento a fatti circostanziati.
In riferimento alla “…trafila infinita di carte che i disabili devono presentare per parcheggiare nei posteggi loro riservati. “ la quale viene affermata come “burocrazia” che “…è in essere solo a Oderzo, negli altri comuni le cose sono molto più semplici.”  la questione è la seguente:
    Le autorizzazioni alla circolazione e alla sosta dei veicoli delle persone invalide rilasciate da questo Comando annualmente sono circa 100 / 130. Tenuto conto che la validità delle stesse, fatta eccezione di alcune temporanee, è di 5 anni, si può stimare che ci siano circa 500/600 autorizzazioni valide rilasciate a cittadini invalidi, limitatamente a coloro con capacità di deambulazione limitata, residenti nel Comune di Oderzo.    
Premesso quanto sopra deve affermarsi che l’art. 188 del CdS dal titolo (Circolazione e sosta dei veicoli dei servizio delle persone invalide) e l’art. 381 del Regolamento di attuazione dal titolo (Strutture e segnaletica per la mobilità delle persone invalide) prendono in esame le sole persone definite come invalide e tra queste unicamente coloro che hanno capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.
Ciò a dire che per ottenere l’autorizzazione in discorso è necessario assolvere a due condizioni contemporaneamente:
-    essere invalido;
-    avere capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.
In riferimento allo status d’invalido il codice della strada nulla ci riferisce e per individuare lo stesso è necessario fare rinvio alla normativa di settore, nello specifico la legge n. 118/1971, la quale definisce, all’articolo 2, come invalidi “… i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo o, se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età. …”.  Di seguito gli artt. 6 e 8 della legge precitata precisano che all’accertamento delle condizioni di minorazione, ai fini della definizione del cittadino invalido, provvede la commissione provinciale.
Questo è il presupposto per ogni altra considerazione in ordine al diritto ad ottenere l’autorizzazione amministrativa in discorso.
Assodato lo status di invalido, per l’ottenimento dell’autorizzazione amministrativa in parola, è necessario l’accertamento specifico ulteriore che riconosca la sensibile e ridotta capacità di deambulazione, la quale deve essere certificata dall’Ufficio medico legale dell’Ulss.
Ciò a dire che non tutti gli invalidi possono ottenere l’autorizzazione di cui all’art. 188 del CdS.  Infatti lo spirito della norma è quello di agevolare solo l’invalido che ha difficoltà di movimento per avvicinarsi, personalmente o accompagnato con un veicolo, al luogo di destinazione desiderato, escludendo qualsiasi generalizzazione.
Tutto ciò per rispondere dal punto di vista giuridico.
Dal punto di vista del buon senso, può affermarsi che la concessione indiscriminata delle predette autorizzazioni penalizza tutti gli invalidi che costretti a muoversi con l’ausilio di stampelle o con la carrozzina ne hanno la necessità oggettiva e il piccolo sollievo dalle pene dell’invalidità viene vanificato da coloro che invalidi non sono o che se lo sono non hanno tale necessità. A tutto questo devono aggiungersi i furbi che occupano abusivamente gli spazi destinati agli invalidi non avendone diritto o abusando del titolo, magari intestato del parente.
    La richiesta di rinnovo dell’autorizzazione per la sosta e circolazione delle persone invalide, anche se prevede la sola certificazione del medico curante che attesta il perdurare delle condizioni che hanno dato luogo al  primo rilascio, tuttavia ove non vi sia riscontro agli atti del presupposto status d’invalido, il rinnovo deve essere subordinato a tale verifica. Di conseguenza si richiede il verbale della commissione medica sopra citata già posseduto dal richiedente per corredare il fascicolo e per il successivo rinnovo non verrà più richiesto.


Federico Colautti

Ultima modifica: 21/05/2012

« October 2019 »
Su Mo Tu We Th Fr Sa
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31

Clicca sulle date in grassetto e visualizza gli eventi del giorno

Javascript disabilitato. Tag cloud non visibile.