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I materiali di proprietà civica

Il Museo possiede un nucleo di reperti di proprietà civica, la cui formazione risale ai suoi primi cinquant'anni di vita.

Tale raccolta comprende tuttavia solo una parte dei materiali acquisiti entro il secondo decennio del '900; questi ultimi infatti furono parzialmente sottratti o distrutti durante la prima guerra mondiale, in particolare durante l'invasione austriaca successiva alla disfatta di Caporetto.

Sulla base di quanto rimasto e delle descrizioni pervenuteci i reperti, quasi sempre privi di una provenienza puntuale, erano piuttosto numerosi e di tipologie diversificate (monete, frammenti di iscrizioni, manufatti in terracotta, vetro, bronzo e ferro, ecc.).

Due furono le principali modalità di ingresso:

  • acquisti da parte dei Direttori, a loro volta proprietari, come nel caso di Raffaello Sopran, di notevoli collezioni private oggetto di donazione;
  • donazioni spontanee da parte degli Opitergini che, come formalizzato in una seduta del Consiglio Comunale del 1879, erano stati invitati a contribuire personalmente all'incremento del patrimonio museale.

Una simile disposizione, del resto, non stupisce se pensiamo che nel 1874 Gaetano Mantovani, nella sua opera Museo opitergino aveva annotato come le monete fossero così numerose nei campi attorno a Oderzo che molti pensavano che qualcuno ve le avesse seminate.

L'ultimo ingresso di materiali di proprietà civica risale al 1953 quando il commendatore Giovanni Giol donò al Museo Archeologico un consistente nucleo di reperti lapidei, già appartenuti alla collezione Galvagna presso la villa di Colfrancui (località poco lontano da Oderzo).

Ultima modifica: 11/02/2009

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