Sei qui: Home » Il territorio » Capoluogo e Frazioni » Faè
- indietro - livello superiore - stampa questa pagina

Faè

Chiesa di Faè Chiesa di Faè

La zona era conosciuta nel passato con il nome di FAETUM, cioè “fagetum, fagus”, luogo in cui crescevano folti i faggi.

Anticamente nel territorio opitergino, come in gran parte della bassa pianura veneta, esisteva un’estesa boscaglia, conosciuta come Selva Magna, Selva Fetontea, Selva Veneta. Quei boschi rasentavano anche il corso del canale Bidoggia, o Fossa Bidoggia, che scorre attraverso il territorio di Faè.

Nel 148 a.C. venne costruita la Via Postumia, considerata la più antica delle vie consolari passanti per il territorio opitergino. Questa strada congiungeva il mare Tirreno con quello Adriatico, cioè partiva da Genova, passava per Tortona e Piacenza, raggiungeva Cremona dove attraversava il Po. Oltrepassato il Mincio presso Goito, toccava Villafranca, Mantova, Verona, Vicenza e tenendosi a Nord di Treviso si dirigeva verso il Piave, oltrepassandolo presso i Ronchi di Maserada, continuava rettilinea fino a Faè e proseguiva verso ovest, leggermente più a sud di Opitergium; dopo piegava nettamente verso nord fino a Fontanafredda, raggiungeva Codroipo e infine Aquileia.

Il nome di Faè è citato per la prima volta in un documento del 1314, in cui è riportato l’elenco dei quartieri della città e del distretto di Treviso e dal quale risulta, fra le “Regole” della “Plebs de Opitergio”, anche FAEDO. Inizialmente la Regola era data da un gruppo di abitanti, i quali nella durata del vincolo familiare o gentilizio, vivevano in società per la coltivazione dei terreni (villa), oppure per esercitare insieme un’attività (furnum). La regola si può considerare la prima cellula di vita organizzata contadina. Suo aspetto fondamentale era l’assemblea dei capi famiglia, con decisioni prese a maggioranza e vincolanti per tutti, secondo uno statuto.

Nel 1946 hanno inizio i lavori di costruzione della nuova chiesa, in quanto l’esistente, secondo il parroco dell’epoca Don Guglielmo Buttignol (in Cronistoria della Parrocchia di Faè di Oderzo): “insufficiente alla popolazione, all’esterno si presenta molto male. Bassa, con il tetto irregolare, sormontata dal campanile che a prima vista sembra sopraedificato, quasi un fumaiolo da locomotiva  o un camino da fornace. All’interno, tolta la bruttura del campanile, si presenta benino”. La prima pietra angolare fu benedetta il 15 ottobre 1946 dal Vescovo Giuseppe Zaffonato ed i lavori vennero ultimati nel 1954; la Messa solenne di inaugurazione e benedizione venne celebrata il 4 dicembre.

Il campanile crollò l’11 gennaio 1977 in conseguenza della forte scossa tellurica del 25 settembre 1976 che ne aveva definitivamente compromesso la stabilità; già da lungo tempo comunque era stata segnalata la precarietà statica del campanile, tanto che a titolo precauzionale, fin dal 1965 il Genio Civile aveva ordinato la sospensione del suono delle campane.

(da: Arturo Benvenuti, Faè. Una parrocchia. Grafiche De Bastiani s.n.c., 1989)

 

Ultima modifica: 30/11/2009

« April 2017 »
Su Mo Tu We Th Fr Sa
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30

Clicca sulle date in grassetto e visualizza gli eventi del giorno

Javascript disabilitato. Tag cloud non visibile.